martedì 19 agosto 2014

CANE SCIOLTO

Altra lettura estiva.
Cane sciolto, di Carl Hiaasen

Ho preso, come faccio quasi sempre, il libro in prestito alla biblioteca seguendo il mio criterio di scelta altamente casuale, basandomi sul titolo e la trama. Se poi il libro non mi piace, semplicemente non lo leggo e lo restituisco!!

Ero un po' perplessa nel leggere la trama.... riporto il post di un blogger, Luca Rota (lucarota.wordpress.com)
che condivido


Non male questo Carl Hiaasen, autore americano del quale già da tempo mi ero ripromesso di leggere qualcosa, e mantengo il proposito con Cane Sciolto (Rizzoli, traduzione di R. Bortolussi): intricato romanzo nel quale Hiaasen ironizza efficacemente sul potere politico lobbystico, tipicamente USA, al servizio del capitalismo più bieco e idiota che in questo caso ha nel mirino una idilliaca e ancora incontaminata isoletta della Florida, da distruggere e trasformare nell’ennesima località turistica VIP, tutta grattacielo, asfalto e campi da golf; a combattere contro tale progetto c’è Twilly Spree, un giovane ambientalista estremo un poco folle, che ne combinerà di tutti i colori pur di salvare l’isoletta, con il contorno di tanti bizzarri personaggi dell’una e dell’altra fazione…
Hiaasen spinge al massimo la propria fantasia, lasciandola correre a briglia sciolta per inventarsi in gran girandolare di eventi, in certi casi molto azzeccati e divertenti e in qualche altro un poco banali, per una spumeggiante vicenda che corre molto veloce e risulta effettivamente senza cali di ritmo lungo le quasi 500 pagine; principale pregio dell’autore è certamente quello di mantenere il controllo di una così articolata narrazione, grazie anche ad un linguaggio semplice e immediato seppur piuttosto particolareggiato e ben descrittivo; in questo modo la lettura scorre via fluidamente, senza pause, armonizzandosi in breve con il ritmo serrato della vicenda e rischiando certamente molto poco di diventare noiosa. La storia stessa, poi, in fondo strutturalmente semplice, aiuta il lettore a lasciarsi prendere da essa – uno “sforzo” che non richiede poi molto impegno: col suo divertente e un po’ scontato manicheismo, con il quale Hiaasen contrappone da una parte politici corrotti, lobbysti senza scrupoli e speculatori tracotanti (cioè i cattivi inveterati), e dall’altra il suddetto Twilly Spree e altri personaggi che con questo si alleano per salvare Toad Island (i buoni un po’ picareschi ma di nobile animo), la vicenda è fatta apposta per far che il lettore non possa non fare il tifo per i “buoni”, e dunque, palesemente, per trasmettere facilmente la propria protesta hippie verso un sistema di potere incapace di comprendere quanto nocivo sia, ovvero incancrenito nei suoi meccanismi ineluttabilmente letali per la civiltà e il pianeta.
Tuttavia sia chiaro: Hiaasen gioca con temi quotidiani, dunque potenzialmente banali, appunto, ma riesce tutto sommato a starsene fuori (solo per certi elementi lo si può definire tale, ma come è “banale” molto di quanto abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni: quanto sono similmente banali i quotidiani e la TV, ad esempio?…) grazie alla citata gran fantasia, e a una indubbia capacità di movimento giornalistico/letterario tra le sue invenzioni, che peraltro egli deriva direttamente dalla cronaca quotidiana, visto che di abusi edilizi e danni ambientali scrive da tanti anni sul Miami Herald
Un libro che gli ecologisti ameranno alla follia, scommetto, ma che potrà divertire sicuramente molti altri lettori.
Da parte mia voglio aggiiungere che , amando molto i cani, mi sono molto divertita a seguire nella vicenda anche la storia del labrador Bootle/McGuinn, tipicamente cane tipicamente rompiscatole nel momento sbagliato ma con tutte le virtù che questi animali hanno.

venerdì 1 agosto 2014

VI PRESENTO IL FLIPBACK

L'altra mattina era accesa la tv e ho visto distrattamente la pubblicità di un nuovo tipo di libro, il flipback, praticamente un tascabile molto molto compatto più piccolo di un pocket e che si apre tipo portacipria..non so se mi spiego...dal basso verso l'alto e non da sinistra a destra..... e la gran novità starebbe proprio in questa impaginazione che permette di sfogliarlo con la stessa mano che regge il libro ,lasciando libera l'altra (di grattarsi? di girare il sugo? di tenere il panino che si sta mangiando?di cambiare canale alla tv? ognuno scelga ciò che più gli aggrada.....)

L'informazione è scivolata via, per riproporsi poi quando al centro commerciale sono passata di fronte alla libreira e ho visto diversi di questi librini...quattro o cinque titoli di romanzi usciti da poco, non ho resistito e ho preso l'ultimo di Madeleine Wickham con la speranza che , pur non essendo certamente un capolavoro della letteratura, non fosse una schifezza come il precedente uscito a Natale.

Il romanzo non è certo un granchè ma si legge volentieri, c'è di peggio, non  è idiota o paradossale, non è palloso e anzi risulta anche avvincente.

Il formato bè sicuramente è comodo da portarsi dietro perchè è piccolo...ma quanto a comodità bah....è come un libro piccolo tascabile, il fatto poi di girare le pagine con un dito...sarà che il libro era nuovo...ma se ne giravano tre o quattro di pagine, essendo come incollate fra di loro.
Il prezzo poi è quello di una normale edizione economica....per modo di dire!!!

Insomma se questa è la risposta agli e-reader...mi sa che c'è ancora parecchio da fare!!!

martedì 15 luglio 2014

15 luglio 1994

Alle 6,25, dopo una lunga lunga notte, nasceva Gioia e si realizzava il mio sogno più grande.

Ovviamente era la neonata più bella meravigliosa stupenda che fosse mai esistita e io ero l'unica eroica donna che aveva messo al mondo un figlio.

Quando arrivò in sala parto l'infermiera con il modulo di registrazione all'anagrafe e ci chiese che nome volevamo dare alla bimba, si levò un coro a due voci: GIOIA

sì perchè l'unico sentimento provato in quel momento era quello, non c'era dolore nè ansia nè stanchezza ma solo felicità.

Sono passati 20 anni e devo dire che difficoltà ce ne sono state, momenti di depressione quasi disperazione rabbia impotente e infelicità, ma la gioia di avere avuto la fortuna di avere una figlia così ha il sopravvento su tutto il resto.

Auguri Gioia, e che la strada d'ora in poi sia prevalentemente in discesa.

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI

Cris aveva nominato questo libro un po' di tempo fa, dicendo che lo stava leggendo, senza aggiungere molto di più.
Incuriosita l'ho trovato e preso in biblioteca.
Devo dire che dalla trama letta sul frontespizio non mi ispirava granchè, come dalle prime pagine che mi sono sembrate tristi e lugubri, ma il racconto mi ha preso e mi sono appassionata sempre più e ora mi trovo a consigliare questo romanzo, non è vuoto anzi fa riflettere su temi a cui non sempre si pensa, ma non è noioso anzi , con il suo racconto un po' particolare prende e ci porta nel mondo incantato dei fiori, che dopo aver letto questo romanzo guardiamo con un occhio diverso, pensando al loro messaggio....

Vanessa Diffenbaugh
Il linguaggio segreto dei fiori

venerdì 27 giugno 2014

SI RIPRENDE A LEGGERE

Dopo la parentesi orecchini borse, ora seminati in blog pagine facebook e negozi per essere visti e possibilmente comprati, il lavoro manuale si è affievolito, complice anche il caldo che non invita a tenere tele o filati lavorati sulle gambe, aghi sudaticci fra le dita e uncinetti scivolosi....

Nel primo torrido pomeriggio, quello per intenderci da "abbiocco" il libro è sovrano, se iniziato da poco o non molto avvincente aiuta a scivolare nel sonno, se invece siamo nel momento clou il sonno lo allontana.

Per riprendere l'abitudine dopo un po' che trascinavo un libro noioso mai finito ho ripreso con dei gialli leggeri comprati chissà quando, poi ho deciso di vincere la pigrizia e fare una spedizione in biblioteca dove ho scelto alcuni libri a occhio, a seconda di quanto mi piacesse la copertina e l'introduzione.
Con il primo è andata bene, l'ho finito giusto poco fa nell'abbiocco quotidiano, si tratta di

LOVE KITCHEN-gli ingredienti magici dell'amore

il titolo è orribile, sa tanto di romanzetto rosa da edicola, invece il romanzo non è niente male, belle descrizioni di luoghi e soprattutto di stati d'animo. Dalla mitica New York si passa a San Casciano, qui vicino....sostando spesso in cucine di ristoranti , sembra di essere avvolti dai fumi e dagli odori....

Dimenticavo. l'autrice si chiama Jenny Nelson e questo è il suo primo romanzo.

Non male, mai noioso avvincente il giusto, simpatico, fa anche riflettere su tanti temi tipicamente femminili: lavoro o famiglia? Marito e figli? Con o senza?

Da leggere, anche in altre stagioni....

domenica 15 giugno 2014

NOIA CHE NOIA CHE BARBA CHE NOIA

Domenica di metà giugno. Le ultime due settimane sono state roventi, labirintite a rompere le palle, stomaco in rivolta e passo incerto...finalmente si placa, si programma una giornata al mare....."Ciclope lascia il posto a Summer Storm"....e che cacchio!!!!

Piove un po', mezzo minuto di vento, nuvolo...afa da scoppiare e mare neanche in cartolina!

UFFA! Odio la domenica d'estate se non sono al mare. In inverno non mi importa stare in casa anzi mi piace, ma d'estate non lo sopporto, non ho voglia di cucinare nè di fare nulla, ciondolo da una stanza all'altra in preda a giramento di scatole.

Non ci posso fare nulla, purtroppo.

Cosa ho fatto fino ad oggi? Tentativi, molti tentativi, borse e orecchini che non stanno proprio andando per la maggiore......

Per vederli www.luybijoux.blogspot.it  e pagina facebook luybijoux.

Ora ho altri progetti in mente.....